martedì 5 marzo 2013

LE CINQUE STELLE DI MOTO




Cronaca della Profezia del  Mutamento.




Introduzione

Sul pianeta Alitia la lunga fuga delle prede, di tutte le prede, si sta arrestando. Ora tutte le creature che hanno nutrito per decenni i due grandi clan dei Predapolit, i predatori più forti e numerosi del pianeta, sembrano decise ad invertire i ruoli.
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Per troppo tempo si sono fidati dei patti e delle promesse dei Predapolit, che chiedevano di aiutarli a completare la loro mutazione da carnivori ad erbivori, sacrificando agli appetiti dei due clan molte, molte vite. Fino a poco tempo prima una simile cosa sembrava impossibile. Infatti, nonostante ad ogni lustro assiale, e cioè quando le tre lune colorate si levavano sovrapposte nel cielo scuro, l’attesa trasmutazione non si manifestasse, tutte le prede del pianeta, per quanto sgomente   e confuse, rinnovavano il loro patto offrendo altre moltitudini di giovani in pasto ai predatori.
Un’antica profezia, forse più vecchia dello stesso pianeta, diceva che il giorno in cui le cinque stelle della costellazione di Moto si sarebbero poste a corona intorno alle tre lune, in pochi giorni ogni creatura mite di Alitia avrebbe cessato di esistere. Ma il consesso dei Saggi Negati, una setta che da sempre sfuggiva alla caccia spietata dei Nothixiar, i terribili segugi al servizio dei Predapolit, affermava che la profezia in realtà indicava la strada per la salvezza, il sentiero che avrebbe condotto ogni preda ad affrancarsi dall’oppressione dei predatori.
I tempo si avvicinava e alcuni giovani prede, forse guidate da una disperata follia o forse da un rinnovato istinto di sopravvivenza, desideravano indagare più a fondo la profezia e dopo molte ricerche e sacrifici riuscirono a trovare il rifugio della setta dei Saggi Negati, dove furono bene accolti.
In breve i saggi dissero loro che i Predapolit avevano manipolato la profezia a loro vantaggio e che invece essa annunciava la salvezza di tutte le prede del pianeta, una volta imparato a padroneggiare il Potere del Salto, un’antica disciplina mistica che fondeva la capacità di sognare con quella di rimodellare il tempo in corso.
«Niente è più potente del Potere del Salto! Nessun predatore né magia nera vi si può opporre!» Concluse Seppurgie, il decano della setta.  I cinque giovani chiesero ai saggi di essere addestrati al Potere del Salto. I saggi accettarono, ma li avvisarono che avrebbero dovuto imparare a non temera i propri sogni per abbandonare la loro natura di prede, e solo in quel momento il Potere del Salto si sarebbe manifestato.
«Come si fa a smettere di essere una preda?» Chiese il più giovane tra loro. «Affrontando il predatore uniti.» Rispose Seppurgie. «E a non aver paura dei propri sogni?» chiese il più maturo. «Vivendoli! Ma mai da soli.»
Per quanto ciò che proponevano i saggi sembrasse loro impossibile, i giovani decisero di affrontare la sfida.

Per molto tempo si addestrarono, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, fino al momento in cui condivisero apertamente e senza remore i propri sogni. Sentirono così scorrere impetuoso nelle loro vene il Potere del Salto. A quel punto chiesero il permesso ai saggi di tornare alle rispettive tribù per insegnare ad altri giovani ciò che avevano imparato.

Quando tornarono con la novità incontrarono l’aperta ostilità della maggioranza, che faceva fatica a riconoscere in quei giovani guerrieri i propri simili, temendo l'immediata e crudele reazione dei Predapolit. Benchè  ostacolati in tutti i modi, i giovani guerrieri non arretrarono di un sol passo dai loro propositi, ed infine la loro tenacia ebbe la meglio e chi ancora li avversava non poté fare altro che limitarsi ad ignorarli. Persino i Predapolit preferirono non dargli importanza, divertendosi a denigrarli, convinti com’erano che una preda, per quanto neghi la propria natura, resterà sempre tale e prima o poi finirà tra le fauci di un predatore.

Invece le fila dei Guerrieri del Sogno, come furono poi battezzati, si ingrossarono sempre più e come una marea sotterranea invase ogni luogo dove vivevano delle Prede. Una moltitudine crescente era pronta a combattere per la propria sopravvivenza piuttosto che attendere l’ineluttabile. Ed è così che cominciò la Guerra dei Miti.

Ora, a nord come a sud del primo continente, comprese le tante isole del mare mediano, grandi schiere di prede sono pronte ad affrontare i Predapolit. Molte altre ancora si ostinano a non capire, ma la marcia verso il cambiamento è ineluttabile. Qualunque sia l'esito della prima grande battaglia degli eserciti schierati l’uno contro l’altro, tutti oramai hanno capito che nulla sarà più come prima.

(Fine Prologo)

Nik è una ex preda.

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