sabato 2 maggio 2009

LETTERA DI UN ALLEGRO RIVOLUZIONARIO.

LETTERA DI UN ALLEGRO RIVOLUZIONARIO.

Tratto dall'omonimo racconto.

Per la legge sul Testamento Biotonico

Miei cari amici e parenti. Ho studiato e analizzato ogni aspetto di questa faccenda. Comunque si voglia affrontarla non riusciremo ad evitare l’intervento della giustizia. Infatti, la legge che è stata approvata con larga maggioranza ha persino valore retroattivo. Il mio avvocato mi ha specificato quanto ci interessa:

Nel disegno di legge, anticipato con il decreto 6969 del 22esimo giorno del periodo simil autunnale, anno 3 post Grande Crisi, e convertito in legge il 42simo giorno ex inverno, anno 4 p.G.C., non è prevista alcuna eccezione o attenuante al reato di felicità, sebbene determinato dalla semplice allegria. Pertanto le qualsiasi manifestazione di gioia, siano esse commesse in privato che in pubblico, rientrano nella lista dei reati previsti dalla suddetta legge…”

Dunque, amici miei, dovremo usare la massima prudenza e quando ci si vede, soprattutto in pubblico, sarà opportuno evitare ogni manifestazione d’affetto e di felicità. Per quanto commesso, seppure involontariamente e istintivamente, ci vedremo trascinati davanti ad un giudice. Perlomeno io, che sono il bersaglio principale. 
A meno che il comitato scientifico non decida presto in merito al Testamento Biotonico, dove si riconosce l’importanza del buon umore, delle manifestazioni di allegria e di affetto, come elementi vitali per la sopravvivenza della razza umana. Ma ne dubito. Le forze conservatrici che ci si oppongono sono tante e ben agguerrite. 
La più radicale e avversa è quella cattortodossa che individua nella sola accettazione della sofferenza il corretto atteggiamento di un individuo. Questa gente, che come tutti sappiamo nel chiuso dei loro recinti infrange ogni regola, considera la serena accettazione degli altri modelli di vita come un pericolo mortale, figurarsi una laica felicità. 
Non meno pericolose le stesse forze laiche che sopravvivono sui principi della paura ad oltranza, dei timori per un nemico, dell’uniformismo come oggetto di verifica. Infatti, i diversi confondono la sorveglianza, il controllo, e se sono gioiosamente avversi alle loro regole, dunque senza paura, vanno abbattuti. 
Per non parlare dei grandi poteri economici! Gente allegra, piena di buoni sentimenti, ha priorità diverse che non il consumo ad oltranza o il soggiacere nella compulsione al possesso come placebo per il terrore di vivere, abilmente instillato giorno dopo giorno.
Ma voglio inviarvi un messaggio di speranza. 
Altrove nel mondo serpeggia la ribellione e alcuni paesi hanno inserito modifiche sostanziali alla legge contro la felicità. Per ora è solo un piccolo passo, ma si sa che le maree montano in forza con il progredire delle distanze.
Per questo che v’invito a partecipare numerosi, ciascuno abbigliato in modo diverso dai dettami generali, alla grande marcia dell’allegria che si terrà l’estate prossima. Dovrete raccogliere molte altre adesioni e a tale proposito vi invito a diffondere il nostro libretto umoristico. Fatene diverse copie e servitevi esclusivamente del circuito clandestino. Tra barzellette e aneddoti, storielle buffe, comicità esilarante, strapperemo qualche sorriso e questo, sapete bene, renderà irreversibile l’assuefazione all’allegria e successivamente alla felicità. Vi raccomando solo di usare la massima prudenza. Qualora dovessi finire incarcerato, o mi dovesse capitare qualcosa, non interrompete la vostra vitale azione. Se la marcia avrà successo, anche da noi le cose dovranno cambiare. Immaginate migliaia e migliaia di persone che ostentano allegria, buon umore, affettuosità in una pacifica marcia di disobbedienza civile! Chi ne resterà indenne? Chi potrà cancellare un simile ricordo?...

Ah,ah,ah,ah,ah!.... Una risata ci disseppellirà.

Seconda lettera

Vi scrivo dal carcere. Un’irruzione dei corpi speciali mi ha tratto in arresto. Ho fatto appena in tempo ad ingoiare una precedente lettera e la lista dei vostri nomi. I libri di barzellette li avevo già memorizzati e bruciati. Ho avuto diarrea e vomito per due giorni, e in seguito sono peggiorato. Ho pensato che era la carta di riso su cui scrivevo ad essere guasta. Posso solo garantirvi non hanno niente tra le mani. Sono stato ricoverato più volte in infermeria. Ho scoperto che non era la carta ingoiata il problema, ma l’inchiostro. Per prudenza, come sapete, ci serviamo di sostanze commestibili per scriverci e stampare il nostro materiale, e il ragù, che ho usato come inchiostro, era rancido. Lo conservavo in frigo per non rifare ogni volta le scorte. Sapete anche che non sento odori, per cui… Ma niente di drammatico, anzi! Ho conosciuto una guardia con la sindrome del buon umore ed è stato facile convertirlo alle nostre idee. E' lui che porta fuori questa lettera. Dopo il primo mese di isolamento mi hanno concesso di tornare in cella. I miei compagni sono tutti prigionieri politici come me. Due di loro appartengono al movimento dei nostalgici della democrazia e sono stati i primi ad aderire al nostro movimento. Gli altri sono boss della malavita, gente che controlla lo spaccio illegale di comicità.
La bellissima notizia è che i democratici e gli spacciatori di comicità hanno accettato di collaborare con il nostro movimento. I boss hanno molti contatti e si sono offerti di aiutarmi a sopravvivere qui dentro, anche se non sono propensi a far legalizzare quanto gli rende così bene tramite i loro circuiti criminali. Ci aiuteremo l’uno con l’altro pur fingendo di pestarci e odiarci davanti alle telecamere di sorveglianza. Ognuno di noi ha il suo vantaggio in questa alleanza, per ora. Noi riceveremo informazioni dalla gente sul loro libro paga e potremo coinvolgere qualche loro uomo nei nostri obiettivi, e noi garantiremo loro appoggi strategici per lo smercio del loro materiale e coperture insospettabili.
Lo so che è rischioso, alla fine siamo concorrenti se non avversari, ma il tutto è nato da un’idea improvvisa. I democratici mi hanno informato che il carcere e le rigide restrizioni impediscono a questa gente di fare uso regolare della loro stessa merce a cui sono assuefatti, e che farebbero di tutto pur di avere dosi regolari. E qui c’e stato il lampo nella mia mente: so tutto a memoria e ogni giorno gli faccio fare qualche risata. Finché il repertorio dura me la caverò, ma è urgente che mi facciate avere altro materiale. Per carità, accertatevi che carta e inchiostri siano freschi!
Non abbiate scrupoli sul fatto di servirsi della criminalità, non ci siamo mai resi conto di quanto potrebbe essere utile alla nostra causa, e va da sé che nella vittoria del nostro ideale non saranno più criminali. 
Ah,ah,ah,ah!... Un abbraccio a tutti voi e felicità per tutti!


Nik Redian comico in prigione